Il Lamantino (Trichechus Linneus) è un mammifero marino dell’ordine Sirenia, ha una corporatura massiccia e fusiforme con pelle grigiastra e rugosa, pinne anteriori piuttosto sviluppate, pinne posteriori assenti e coda piatta a forma di pala. Può raggiungere i 4 metri di lunghezza e 500 kg di peso.
È un erbivoro, si nutre principalmente di piante acquatiche e alghe; da adulto assume ogni giorno vegetazione pari a circa il 15% del suo peso corporeo, raggiungendo valori compresi tra i 20 e i 90 kg di cibo ingerito. Trascorre dalle 6 alle 8 ore al giorno a brucare la vegetazione grazie alle sue labbra prensili e alla mascella dotata di denti molariformi a crescita continua (prosegue per tutta la durata della vita) .Talvolta si ciba accidentalmente anche di piccoli molluschi o crostacei.
Variazioni delle fioriture algali, legate a diversi aspetti quali l’innalzamento della temperatura, il livello di inquinamento e il tasso di penetrazione della luce lungo la colonna d’acqua possono compromettere la qualità e la quantità disponibile di cibo, in assenza di altro, i lamantini possono ingerire rifiuti o sostanze tossiche con risvolti negativi sul benessere dell’animale; è anche un generalista, capace di adattarsi alla disponibilità di cibo digiunando temporaneamente. Ha un ruolo ecologico fondamentale: regola la crescita della vegetazione acquatica e limita la proliferazione di alghe invasive.
Sono animali tranquilli, socievoli, curiosi ed estremamente pacifici, reagiscono al pericolo con semplici segnali di allarme e di fuga. Le madri, in particolare, proteggono i cuccioli richiamandoli e conducendoli lontano da eventuali minacce, senza mai separarsi da loro durante gli spostamenti.
Un altro aspetto interessante è quello del gioco sociale: durante le soste, i piccoli esplorano e giocano attraverso approcci molto fisici che comprendono baci, abbracci, spinte e rotolamenti,
con segnali di invito al gioco.
I lamantini non hanno predatori naturali ma sono minacciati dall’uomo, soprattutto a causa di collisioni con imbarcazioni, inquinamento e perdita di habitat.
Per il loro comportamento pacifico e il muso particolarmente espressivo, vengono chiamati
“mucche di mare”. E’ importante proteggerli per garantire la sopravvivenza di questi giganti buoni, organismi chiave per l’equilibrio degli ecosistemi marini e fluviali.
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